transfer gran dorsale dottor paolo righiIl muscolo Gran Dorsale è il muscolo più esteso del corpo umano e ricopre la parte inferiore e laterale del dorso. Tra le sue funzioni ha quella di adduzione, estensione e rotazione verso l’interno del braccio, oltre a permettere lo spostamento della spalla verso il basso e indietro. 


Cosa significa transfer del Gran Dorsale?

L’intervento di transfer (trasposizione) del muscolo Gran Dorsale viene eseguito quando il  sistema di tendini della cuffia dei rotatori ha una lesione irreparabile e la testa dell’omero, non più adeguatamente trattenuta nella sua posizione, si sposta verso l’alto e comincia a strofinare contro la scapola. Non è un intervento ricostruttivo vero e proprio, bensì una tecnica che ha l’obiettivo di recuperare la mobilità della spalla, evitando o posticipando l’intervento di protesi. Con l’intervento di transfer, il Gran Dorsale acquisisce una funzione di abduzione e rotazione esterna del braccio.

 

A chi è indicato l’intervento di transfer del GD?

L’intervento è indicato soprattutto a pazienti attivi o sportivi che abbiano una lesione massiva non riparabile dei tendini sovraspinato e infraspinato della cuffia dei rotatori e che non riescano più a compiere rotazioni esterne e abduzioni del braccio. In questi casi sarebbe indicato un intervento di protesi, ma negli sportivi, in chi esegue lavori manuali pesanti e nelle persone giovani fino a 50-55 anni, questo tipo di intervento rappresenta un’efficace alternativa alla protesi. I risultati sono soddisfacenti anche in maschi di 70 anni e in femmine di 66-67 anni, motivati, in buone condizioni di salute generale e non fumatori. 

 

Come si svolge l’intervento?

L’intervento consiste nel trasferimento del Gran Dorsale nella spalla per farlo lavorare in sostituzione della cuffia dei rotatori lesionata in modo irreparabile. Si esegue in anestesia generale e loco-regionale, con il paziente posizionato sul fianco, e si effettua con tecnica artroscopica e a cielo aperto. Il tendine del Gran Dorsale viene staccato dall’omero a mezzo di un’incisione nella zona ascellare e viene poi trasferito mediante un’altra piccola incisione nella zona della spalla, dove viene fissato con miniviti. 

L’intervento dura circa 45 minuti a cui segue un ricovero ospedaliero di 2-3 giorni. 

 

Dopo quanto tempo si può usare il braccio?

Per il recupero della funzionalità del braccio è fondamentale che la rieducazione post-operatoria sia ben eseguita e che il paziente si attenga a quanto prescritto dal medico:

  1. Subito dopo l’intervento, indossare un tutore da tenere in posizione senza rimuoverlo, nemmeno di notte, per circa 6 settimane
  2. Si può tornare a guidare l’auto dopo il secondo mese
  3. La ripresa delle attività lavorative è possibile dopo un mese o due, solo se queste non implicano attività di carico o lavori pesanti
  4. Per le restanti attività occorre invece aspettare che siano passati almeno 3-4 mesi dall’intervento.